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ELEFANTI MARINI

Scritto da Super User. Postato in Animali dalla A alla Z

Nome comune: ELEFANTE MARINO

Famiglia: Focidi

Ordine: Pinnipedi

Classe: Mammiferi

 

CARATTERISTICHE:

ELEFANTEMARINOGli elefanti marini sono così chiamati a causa della loro proboscide e delle grandi dimensioni. Un tempo erano molto numerosi, ma poiché l'olio ricavato da loro grasso aveva un grande valore commerciale, questi animali furono oggetto di una caccia spietata che finì quasi per portarli all'estinzione. Ne sopravvivono ancora due specie: una un tempo comune nelle acque della California meridionale, raggiunge una lunghezza di 6,7 m e da un solo esemplare possono essere estratti 1550 litri d'olio; e una specie australe che un tempo viveva nella maggior parte delle regioni dell'emisfero meridionale e oggi sopravvive nelle isole della Georgia del Sud e in altre aree dell'oceano Atlantico meridionale.

 

Nome comune: ELEFANTE MARINO

Famiglia: Focidi

Ordine: Pinnipedi

Classe: Mammiferi

 

CARATTERISTICHE:

ELEFANTEMARINOGli elefanti marini sono così chiamati a causa della loro proboscide e delle grandi dimensioni. Un tempo erano molto numerosi, ma poiché l'olio ricavato da loro grasso aveva un grande valore commerciale, questi animali furono oggetto di una caccia spietata che finì quasi per portarli all'estinzione. Ne sopravvivono ancora due specie: una un tempo comune nelle acque della California meridionale, raggiunge una lunghezza di 6,7 m e da un solo esemplare possono essere estratti 1550 litri d'olio; e una specie australe che un tempo viveva nella maggior parte delle regioni dell'emisfero meridionale e oggi sopravvive nelle isole della Georgia del Sud e in altre aree dell'oceano Atlantico meridionale.

L’idrodinamica forma del corpo riflette l’adattamento dell’elefante marino alla vita acquatica. Le zampe anteriori non gli forniscono una grande spinta nell’acqua, ma lo direzionano fungendo da timone e lo aiutano nel pesante spostamento a terra. Inoltre, nei leoni marini del nord l’azione delle zampe anteriori è rafforzata e resa più mobile grazie alla presenza di forti muscoli lungo la colonna vertebrale.

Questo animale può trascorre molto tempo sott’acqua grazie ad un evoluto sistema respiratorio e circolatorio, che consente di ottimizzare l’aria respirata distribuendola gradualmente.

Il maschio si differenzia notevolmente dalla femmina per le dimensioni (può raggiungere una lunghezza di quasi i 5 metri ed un peso di 2400 kg), ma anche per la testa molto grande con un evidente ispessimento sul collo e per la prominenza del naso. E’ difficile non notare la differenza tra i due sessi, nel caso dell’elefante marino meridionale, il maschio può essere anche quattro volte la femmina.

La pelle è argentata nel giovane per divenire sempre più scura con l’età; il piccolo possiede una lanugine nera.

Questi grandi animali vivono tra i 14 e i 20 anni.

VITA ED ABITUDINI:

L’elefante marino ha colonizzato ambienti con clima particolarmente rigido, vivendo sulle terre ghiacciate o sul pack, oppure sulle rocce emerse. Sicuramente la forma del corpo riflette un’ottima agilità in acqua ed un’altrettanta goffaggine nello spostamento a terra. Il legame con l’ambiente terrestre è comunque stretto e fondamentale per partorire e per far crescere i piccoli.

Le femmine, così come i giovani maschi, sono gregarie e possono formare gruppi numerosi per partorire e per accudire i figli. Diversamente i maschi adulti conducono una vita solitaria.

All’avvicinarsi del periodo riproduttivo i maschi danno vita a cruenti scontri per impossessarsi del gruppo di femmine, o harem. Quindi per il maschio non solo è necessario aver raggiunto la maturità sessuale, ma deve attendere altri 4-5 anni per possedere forza e dimensioni per affrontare i grossi rivali.

Dal momento in cui le femmine raggiungono le spiagge nel periodo riproduttivo sono letteralmente perseguitate dai maschi che desiderano accoppiarsi. L’attenzione non è rivolta solo alle femmine in grado di riprodursi, ma anche a coloro che non si possono riprodurre perché troppo giovani o si sono già accoppiate o stanno ancora accudendol’ultimo nato.

Il corteggiamento è serrato e violento. Il maschio blocca la femmina e la morde sul collo disponendosi per l’accoppiamento. Nel caso in cui la femmina protesti, come di solito accade, il partner ancor più violentemente la blocca e la morde. Nell’impeto di accoppiarsi e di allontanare eventuali rivali, il maschio non solo divide la madre dal piccolo ma spesso lo calpesta. In questo modo ogni anno muoiono circa il 10% dei giovani. Le femmine devono anche difendersi dai maschi non dominanti che stanno in prossimità dell’harem e prestare molta attenzione anche al momento in cui decidono di tornare in mare: devono, infatti, attraversare le zone occupate dai maschi non dominanti che, frustrati e violenti, possono provocare la morte delle femmine, qualora il loro particolare richiamo non attiri l’attenzione del maschio dominante che allontana i pressanti pretendenti. Il maschio e la femmina adottano quindi delle

strategie diverse: il primo investe sulla quantità, accoppiandosi con il maggior numero di femmine possibili e cercando di mantenere la supremazia sugli altri maschi; la seconda concentra le proprie energie sulla qualità, impegnandosi a far sopravvivere l’unico figlio; in genere una femmina partorisce un figlio una volta all’anno. Quindi, supponendo che una femmina sia in grado di riprodursi dall’età dei 3 anni nell’arco della sua vita (circa 14 anni) dà alla luce al massimo 12 piccoli. L’allattamento si protrae per circa un mese.

La gestazione varia tra i 10 e gli 11 mesi, anche se all’interno di questo periodo lo sviluppo dell’embrione è interrotto per essere poi riavviato.

La maggior parte dei Focidi sono degli opportunisti, ossia si nutrono di ciò che trovano, senza ricercare specifici alimenti. Gli elefanti marini si nutrono di pesce e di calamari.

Come la maggior parte dei Focidi, il leone marino può essere avvistato nei mari polari,subpolari e temperati (ad eccezione del Mar Mediterraneo, dei Caraibi e delle Hawaii).

NON TUTTI SANNO CHE:

I pochi maschi dominanti sono gli unici ad accoppiarsi, ed, infatti, un unico individuo puòfecondare 100 femmine nel corso della stagione riproduttiva.